formazione-aziendale-sintesiL’evoluzione del lavoro è così rapida che c’è una sola previsione certa: molte previsioni andranno riviste man mano che i fatti si mostreranno in tutta la loro realtà.

In ogni settore aumenta la necessità di competenze specializzate, ma anche la capacità di avere una visione d’insieme.
I rapporti tra i lavoratori e le aziende si fanno sempre più fluidi, ma allo stesso tempo sono sempre più evidenti i vantaggi di un maggiore coinvolgimento di tutti nella vita aziendale.

I cambiamenti sono così tanti e spesso anche poco decifrabili, che una costante attività di formazione aziendale a tutti i livelli è l’unica soluzione per tentare di gestirli.

In Italia, secondo le ultime statistiche disponibili (dati del 2014 elaborati da Isfol/Inapp), l’8% dei lavoratori tra i 25 e i 64 anni ha partecipato ad attività formative, contro il 10% della media UE. Si può fare di più, ma soprattutto si può fare meglio.

 

I vantaggi della formazione aziendale

vantaggi-formazionePerché molte aziende sono ancora perplesse di fronte all’opportunità di attivare percorsi formativi per i loro dipendenti?
Forse perché lo considerano un investimento di cui è difficile verificare il ritorno, sebbene esistano da tempo formule per calcolare il ROI della formazione.

In ogni caso, dovrebbe essere sufficiente come prova il fatto che le aziende di maggiore successo prendano maledettamente sul serio questo argomento.

Ed è inutile chiedersi se è nato prima il successo o la formazione. Perché non è un processo lineare ma un circolo virtuoso.

Formare il personale offre un vantaggio competitivo (e di conseguenza economico) che nel medio-lungo periodo farà la differenza tra chi è andato avanti e chi è rimasto indietro.

E non solo per quanto riguarda le competenze, ma anche aspetti fondamentali quali la motivazione, il benessere dei dipendenti, l’attaccamento all’azienda, il coinvolgimento, lo spirito di squadra.

 

Strumenti efficaci e contenuti di qualità

Ci sono tanti modi di fare formazione aziendale.
L’attività “in aula” e gli eventi dal vivo sono ancora molto utilizzati, sempre più potenziati da supporti digitali.

Ma naturalmente è in crescita l’e-learning.
In ogni caso, l’efficacia degli strumenti e la qualità dei contenuti (insieme ovviamente alle competenze dell’eventuale formatore in carne ed ossa) sono alla base di ogni intervento formativo.

Tra gli strumenti e le iniziative più utilizzati ci sono:

ebook, il più “tradizionale” fra gli strumenti digitali;
video, girati, in motion graphics o che uniscono entrambe le tecniche (scopri qui i vantaggi della motion graphics);
WBT – web based training, cioè tutte le attività didattiche fruibili online;
webinar, eventi con relatori reali che è possibile seguire online;
newsletter, da inviare periodicamente ai dipendenti;
eventi, come lezioni in aula e iniziative di team building (qui trovi una fantastica applicazione per organizzare eventi al top).


I
contenuti devono essere:

di qualità, per assicurare un reale incremento delle competenze;
funzionali, per garantire il massimo apprendimento con il minor sforzo e nel minor tempo possibile;
brillanti, per suscitare l’interesse del dipendente anche su argomenti che normalmente potrebbe ritenere “noiosi”;
chiari, per favorire l’apprendimento anche di argomenti particolarmente complessi;
coinvolgenti, per far sentire il dipendente parte attiva e indispensabile di qualcosa di più grande.

 

Coinvolgere i dipendenti:
l’importanza della comunicazione interna

formazioneImmagina.
Sei il responsabile delle risorse umane e hai convinto l’azienda a investire nella formazione.
Bello carico, ti lanci a capofitto nel progetto. Scegli gli argomenti, contatti i formatori, acquisti software e contenuti, organizzi tutto per bene…
E niente. Agli eventi partecipano quattro gatti. La piattaforma online è ricca di contenuti eccellenti, ma non se li fila nessuno.

Cos’è che è andato storto?

Succede che spesso a sottovalutare l’importanza della formazione non siano solo i vertici aziendali, ma anche i dipendenti stessi.

Quando si è immersi in una professione, magari da molto tempo, è difficile rendersi conto che intorno a te quella professione sta cambiando.
Ed è facile sviluppare una certa resistenza alle novità.

“Che volete, che mi rimetta a studiare a quarant’anni?”. Sì, e pure a cinquanta. Ma devi dirglielo nel modo giusto.

La formazione deve essere veicolata come un’opportunità, non come un’imposizione dall’alto, quando tutto è già stato deciso, altrimenti il suo obiettivo è mancato in partenza.

La decisione di organizzare attività formative deve andare di pari passo con una comunicazione interna in grado di sensibilizzare i dipendenti, coinvolgerli, magari chiedendo prima a loro quali iniziative ritengono più utili, quali competenze vorrebbero migliorare.

Devi rendere chiaro a ogni lavoratore che il percorso formativo avrà effetti positivi concreti sul suo lavoro.

Ci sono molti canali e strumenti di comunicazione, sia online che offline, che ti consentono di creare fra i tuoi dipendenti il clima, le aspettative e l’atteggiamento giusti per affrontare la formazione nel modo migliore.
Coinvolgerli e convincerli della bontà del progetto è un passaggio che davvero non ti puoi perdere.

 

Tutto chiaro?

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