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Sostenibilità: una storia di Natale (a luglio? eh già)

Come abbiamo trasformato gli auguri di buone feste in un mix di creatività, customer engagement e sostenibilità concreta. Ed ecco perché ve ne parliamo… fuori stagione.

Aperta parentesi: a parte che bisognerebbe sempre pensare ai regali di Natale aziendali un bel po’ di mesi prima, per non ritrovarci tutti all’ultimo momento come ogni anno… 😉 Chiusa parentesi.

Se ne parliamo proprio oggi è perché pochi giorni fa si è chiuso #DaCosaNasceCosa, il contest online che avevamo lanciato tra i nostri Clienti proprio a Natale.
Com’è andata? Ora ve lo raccontiamo.

 

Piccola premessa: il nostro mitico kit natalizio

Le aziende che lavorano con noi sanno che ad ogni Natale arriva sulla loro scrivania, da almeno 15 anni, il quaderno di K-Change.
Concept e grafica sempre nuovi, ma sempre con l’obiettivo di rendere le giornate di lavoro un po’ più divertenti, di regalare qualche momento di relax.

Ovviamente con gadget abbinato.

E non per vantarci, ma siamo sempre piuttosto orgogliosi di ciò che riusciamo a imbastire nelle brevi e frenetiche settimana che precedono la fine dell’anno 🙂

Il 2019 era agli sgoccioli: “Cosa ci inventiamo?”

Cerca la risposta dentro di te, avrebbe detto il saggio. E non avendo molti altri posti in cui cercare, viste le tempistiche, lo abbiamo ascoltato e ci siamo chiesti: chi siamo? cosa facciamo?

Mumble mumble… (brainstorming).

Ma certo, ecco quello che facciamo ogni giorno! Seminiamo idee, coltiviamo progetti e li facciamo crescere, aiutiamo i nostri Clienti a coglierne i frutti.

Dai che forse anche quest’anno la sfanghiamo.
La chiave green ci piace assai, anche perché è perfettamente in linea con una delle nostre expertise più gratificanti: comunicare le iniziative di sostenibilità ambientale (e non solo) dei nostri Clienti.

Ed ecco che come per magia dal cilindro saltano fuori…

 

I nostri auguri piantabili!

Signore e signori, il nostro kit dedicato al 2020:

  • un ecocubo in legno con dentro la terra e i semi: basta aprirlo, metterci un po’ d’acqua e dopo alcuni giorni spuntano i primi germogli; ne abbiamo scelti di cinque varietà – margherita, girasole, lavanda, aloe e peperoncino – e parte del divertimento è stata abbinare la pianta al destinatario (chissà se tutti l’hanno colto…);
  • un’etichetta piantabile, cioè una pallina di natale in cartoncino con semi di fiori di campo;
  • un quaderno con la copertina piantabile, questa però con semi di piante aromatiche.

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Appena inviati e consegnati gli eco-kit, la classica domanda: piaceranno?
Quanti Clienti saranno felici di far nascere e coltivare una piantina sulla loro scrivania, e quanti invece la faranno volare direttamente nel cestino?

Più pollici verdi in alto o pollici neri in basso?

Semplice, bastava chiederlo. Qualche telefonata a campione, qualche email… E siccome era troppo semplice, niente da fare!

Siamo una “smile oriented agency”, potevamo accontentarci di un triste sondaggio?
Vuoi mettere invece buttarci a capofitto in un bel concorso a premi?

 

#DaCosaNasceCosa, ed è subito social (e sostenibilità)!

Ormai è deciso. Dalla nostra pagina Facebook creiamo il gruppo dedicato e ci invitiamo tutti i Clienti che hanno ricevuto il kit.

Il concorso si chiama #DaCosaNasceCosa e premierà chi farà nascere le prime piantine, chi le farà fiorire e gli autori degli scatti più simpatici.

Foto e video con l’hashtag #DaCosaNasceCosa non si sono fatti attendere, un tripudio di foglioline che spuntavano dalla terra, per l’entusiasmo (francamente inaspettato) dei novelli giardinieri da scrivania!

Perfino con una pandemia di mezzo non si sono scoraggiati. Anzi, in molti si sono portati le piantine a casa e hanno continuato a curarle durante lo smart working.

E i premi? Sostenibili fino alla fine!

Ci voleva qualcosa di altrettanto green, tipo… della frutta. Bella, buona, biologica.

Perfetto, allora ci compriamo un frutteto! Non stiamo scherzando, eccolo qua 🙂

I vincitori potranno “adottare” e dare il nome a un albero, coltivato da un piccolo agricoltore che lavora la terra in modo sostenibile.
E al prossimo raccolto riceveranno a casa una cassetta piena di frutta.

Un modo per sostenere l’agricoltura italiana di qualità e contribuire a contrastare le emissioni di CO2.

frutteto

Morale della favola: nel tuo gadget ci devi essere tu

Sì, è vero, ogni anno gran parte degli auguri e dei gadget natalizi servono soprattutto a fare le gare a chi centra il cestino.

Ma se riesci a metterci dentro le tue idee e i tuoi valori, se riesci a creare qualcosa di originale che abbia come punto di forza la tua identità, allora puoi aspettarti davvero delle belle sorprese.

E, cosa ancora più importante, puoi divertirti insieme ai tuoi Clienti!

Ma non aspettare dicembre per pensare ai regali di natale 😉
Anzi, se ti serve qualche buona idea, noi siamo qui!


Report aziendali Eni e Acea

Report aziendali, K-Change partner di grandi gruppi
anche nel 2020

Parliamo di report aziendali. Per le imprese più attente all’identità e alla reputazione del loro brand, le assemblee annuali degli azionisti sono ormai molto più di un appuntamento in cui snocciolare numeri, rendiconti e previsioni. Sono eventi in cui, grazie ai bilanci, ai report finanziari e di sostenibilità e ad altri materiali di comunicazione, un’azienda mette in luce e condivide i suoi valori.

E in materia di editoria aziendale, le imprese più lungimiranti vanno anche oltre gli stretti obblighi di legge, per comunicare in modo sempre più efficace a soci e stakeholder la loro mission, nella quale i risultati economico-finanziari sono indissolubilmente legati alla sostenibilità ambientale e sociale.

Da molti anni K-Change affianca medi e grandi gruppi nella realizzazione di bilanci, report aziendali e altri strumenti di comunicazione interna ed esterna, sia convenzionali che multimediali.

Questo grazie a competenze di art direction, copywriting, impaginazione, video editing e accounting ben collaudate e consolidate.
Competenze che anche quest’anno abbiamo messo a disposizione di due grandi aziende italiane come Eni e Acea.

Report aziendali 2020 per Eni e per Acea

Report aziendali Eni e Acea

Eni: dopo gli Oscar di Bilancio, un’altra intensa collaborazione

Da oltre 15 anni ci occupiamo delle pubblicazioni aziendali di Eni, e quelle che abbiamo curato nel 2019 hanno contribuito a far vincere all’impresa del cane a sei zampe gli Oscar di Bilancio (leggi l’articolo).

Quest’anno l’appuntamento si è rinnovato, con un corpus sempre crescente di pubblicazioni, segno di un rapporto consolidato dai risultati e della reciproca fiducia.

Sono numerosi e variegati, per contenuti, obiettivi e stile, i report aziendali con cui Eni si presenta all’assemblea societaria, oltre alla Relazione finanziaria annuale (il bilancio) e all’Eni For (sulla sostenibilità), come le pubblicazioni dedicate nello specifico ai temi della transizione energetica e della decarbonizzazione. E ogni lavoro richiede un approccio diverso e un progetto grafico “su misura”.

Il risultato è una serie di pubblicazioni molto ricca, che copre tutti gli aspetti gestionali e valoriali della Società.

Questi sono alcuni esempi di lavori editoriali e reportistica che abbiamo progettato e impaginato per Eni quest’anno:

Gruppo Acea: oltre ai report aziendali, un video sui risultati del triennio

Prosegue anche la nostra collaborazione con Acea, la multiutility attiva nei settori dell’energia, dell’acqua e dell’ambiente.

Per il terzo anno consecutivo abbiamo realizzato le pubblicazioni del Bilancio Consolidato e del Bilancio di Sostenibilità, le relative brochure di sintesi, il kit per l’assemblea dei soci e i materiali di allestimento per l’evento.

Inoltre abbiamo realizzato il video che riassume i risultati di Acea nel triennio 2017-2019, occupandoci di tutte le fasi della lavorazione, dallo storyboard allo speakeraggio, dalle grafiche alla scelta di immagini e musica, fino al montaggio finale:

K-Client, la nostra piattaforma per le pubblicazioni aziendali

Quando ci occupiamo di progetti editoriali complessi, come lo sono quasi sempre quelli delle aziende con cui lavoriamo, l’intero flusso di lavoro si svolge attraverso il K-Client, la nostra piattaforma proprietaria (qui, se ti interessa, raccontiamo come funziona) che permette di gestire in modo condiviso con il Cliente tutte le singole fasi della lavorazione di un bilancio, di un report aziendale e di ogni altra pubblicazione.

Se anche tu vuoi comunicare con strumenti così efficaci i valori della tua azienda, contattaci e parliamone insieme!


Tim-Luchetta

Il nostro evento per gli internal ambassador di TIM

gruppo-we-teller-2-minIl 2 dicembre scorso a Roma abbiamo realizzato per TIM l’evento “WE Teller Meeting 2019 – WE Listen, WE Share, WE Tell“.

Un appuntamento riuscitissimo, una giornata di crescita e arricchimento per gli oltre 130 WE Teller di TIM, gli internal ambassador, figure molto importanti per la comunicazione interna dell’azienda.

Per rendere i WE Teller una risorsa sempre più efficace, TIM ci ha infatti chiesto di ideare e organizzare un evento per rafforzare ulteriormente il loro spirito di gruppo e di appartenenza, l’entusiasmo e l’orgoglio per il loro ruolo in azienda, incrementando le loro capacità di comunicare i temi aziendali con competenza e chiarezza, motivandoli a raccogliere le nuove sfide del cambiamento.

Ed è stata una sfida anche per noi. Naturalmente l’abbiamo raccolta, mettendo in campo la nostra consolidata esperienza nell’organizzazione di eventi aziendali e iniziative di comunicazione interna.

 

Strategia e format dell’evento

cappello-TIMPer l’evento abbiamo scelto un nome forte e significativo: “WE Listen, WE Share, WE Tell”, che riassume in tre parole il fulcro dell’attività dei WE Teller, cioè ascoltare, condividere e raccontare ciò che accade nella loro azienda.

E ci siamo posti obiettivi ambiziosi per un meeting di una sola giornata:

  • coinvolgere i WE Teller in un’esperienza immersiva, comune e condivisa
  • farli partecipare ad attività di gruppo ma in grado di far emergere anche le capacità individuali
  • impegnarli in una simulazione realistica di attività di comunicazione
  • e last but not least, farli sentire al centro dell’attenzione della loro azienda

 

Per realizzare questi obiettivi abbiamo ideato un format in grado di mantenere alto il grado di engagement per tutta la durata del meeting e in tutte le attività proposte, dagli speech motivazionali agli interventi del management, fino alle attività di gruppo con la produzione di veri e propri strumenti di comunicazione da parte dei WE Teller.

E per esaltare al massimo il valore del “gioco di squadra“, abbiamo coinvolto un personaggio che per la sua storia personale e professionale rappresenta un ottimo esempio di motivazione e di sfida al cambiamento.

 

Special guest, Andrea Lucchetta!

Abbiamo scelto come conduttore e motivatore Andrea Lucchetta, pallavolista per tre volte consecutive campione del mondo negli anni ’90 con la nazionale azzurra ricordata ancora oggi come la “generazione di fenomeni”. Un personaggio che non ha mai perso la sua carica e la sua verve, che oggi esprime come commentatore sportivo e come public speaker.

Per la sua grande capacità di coinvolgimento e l’abilità nell’essersi sempre saputo reinventare, Andrea era secondo noi la persona giusta per creare quello spirito di evoluzione e collaborazione che volevamo fosse la nota dominante della giornata.

 

Dalla strategia alla pratica: il giorno dell’evento

luchetta-palco-minAl Nazionale Spazio Eventi di Roma – strategicamente scelto a pochi passi dalla stazione Termini per incentivare l’affluenza dei WE Teller che provenivano da varie zone d’Italia – la giornata ha visto alternarsi interventi del top management TIM, con momenti molto partecipati di Q&A, e lo speech motivazionale di Lucchetta che ha evidenziato un suggestivo parallelo sportivo/aziendale: l’internal ambassador dev’essere come il bravo capitano di una squadra, farsi interprete dello spirito del gruppo, condividerlo con i compagni e guidarli verso gli obiettivi comuni.

E lo spirito di squadra è stato messo in pratica fin da subito, con la suddivisione in gruppi tra persone che lavorano in luoghi diversi e che non si erano mai viste prima.

Con la collaborazione di Lucchetta, abbiamo quindi coinvolto i WE Teller in attività di gruppo che avevano al centro il cambiamento e la capacità di raccontarlo.

Ad ogni gruppo abbiamo chiesto di:

  • ideare uno spot di 30 secondi per comunicare tematiche aziendali
  • dimostrare la capacità di veicolare temi complessi in un linguaggio semplice
  • modulare lo storytelling su diversi target

Abbiamo infine invitato ogni gruppo a presentare pubblicamente il proprio progetto, mettendo in luce le proprie capacità relazionali, di comunicazione e di sintesi.

La carica e l’entusiasmo dei WE Teller a fine giornata sono stati l’esempio migliore dei grandi risultati di questo evento, per tutti coloro che hanno contribuito a realizzarlo.


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Pubblicazioni aziendali, quando un bilancio fa comunicazione

pubblicazioni-aziendali-anteprimaCi siamo.
Anche quest’anno si avvicina il periodo che molte agenzie di comunicazione conoscono bene: quello dedicato all’impaginazione delle pubblicazioni aziendali.
In particolare bilanci e report di sostenibilità.

Certo, si fa presto a dire bilancio.
Ma nel tempo questo prodotto editoriale ha avuto un’evoluzione straordinaria, passando da mero obbligo contabile a mezzo per comunicare l’immagine di un’azienda, la sua personalità, i suoi valori, il suo impegno nei confronti delle persone, dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile.

 

Pensi che una pubblicazione aziendale sia fatta solo di numeri?

In tutti questi anni (ci occupiamo di editoria aziendale dal 2006) abbiamo visto il processo da cui nasce una pubblicazione aziendale, anche la più tecnica e finanziaria, avvicinarsi sempre di più a quello di una vera e propria attività di comunicazione.

Questo comporta una cura sempre maggiore nei confronti di ogni dettaglio: il progetto grafico, l’impaginazione, la scelta dei colori, la selezione delle immagini fotografiche, l’impatto estetico ed emotivo della copertina, la correttezza e l’efficacia dei testi, la creazione di infografiche ad hoc.

In questo modo, anche schemi contabili, grafici e tabelle, che sono ovviamente il cuore della pubblicazione, non esprimono più solo numeri asettici, ma diventano parte integrante dell’identità aziendale.

 

Ma come si realizza un bilancio che comunica valore?

Un aspetto fondamentale è il coordinamento costante tra l’agenzia e l’azienda.

Questo perché un bilancio e ogni altra pubblicazione aziendale sono lavori complessi, soggetti a continue revisioni e aggiornamenti “in corsa”, sostituzioni di testi e immagini che devono avvenire in tempo reale e con la massima precisione.

Serve una squadra di professionisti dedicata, collaudata e (almeno nel nostro caso) ben affiatata.

Noi, per esempio, siamo organizzati con:

  • un reparto creativo che si occupa di realizzare il concept, il format e la gabbia di impaginazione, sotto la supervisione del direttore creativo.
  • video impaginatori con esperienza in prodotti editoriali istituzionali e finanziari.
  • correttori di bozze con esperienza specifica nell’editing e nella correzione di pubblicazioni istituzionali e finanziarie.
  • account dedicati, specializzati nelle pubblicazioni editoriali istituzionali, finanziarie e di sostenibilità. Si occupano di gestire e coordinare tutto lo staff coinvolto e tutte le attività necessarie alla piena riuscita del progetto.
  • responsabile di produzione, in grado di gestire tutta l’attività connessa alla stampa e al controllo qualità.

 

E poi… ogni agenzia ha il suo asso nella manica 😉

Il nostro si chiama K-Client, un’applicazione che abbiamo sviluppato per ottimizzare l’intero processo delle pubblicazioni editoriali.

Con K-Client è molto più semplice gestire in modo collaborativo il complesso flusso di scambi fra committente, agenzia e fornitori esterni, per tutta la durata della lavorazione, dalla ricezione dei contenuti all’impaginazione, ai diversi giri di bozze, alla creazione dei file esecutivi e all’invio in tipografia.

Qui hai un assaggio di come lavoriamo assieme ai nostri clienti tramite K-Client.

 

Sempre più aziende capiscono che è davvero importante

Dal 2006 ad oggi abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con alcune tra le più importanti realtà italiane. Qualche esempio?

Eni e numerose società del Gruppo, CONI, Enel, Lottomatica, Sogei, Terna, Raffineria di Milazzo…

Abbiamo realizzato oltre 150 pubblicazioni finanziarie e oltre 80 su temi ambientali e di sostenibilità.

Sempre più aziende comprendono l’importanza di realizzare pubblicazioni che non siano soltanto raccolte di numeri, ma strumenti efficaci per comunicare con i propri stakeholder.

Se pensi che anche la tua azienda meriti delle pubblicazioni così,
CONTATTACI QUI E PARLIAMONE INSIEME.


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Comunicazione aziendale, 3 pilastri ancora belli saldi

comunicazione-aziendale-pilastriNella comunicazione aziendale ogni giorno salta fuori qualche parola nuova,  una nuova strategia, un nuovo approccio al cliente, un nuovo trucchetto per il social media marketing, un modo innovativo per fare breccia e colpire il tuo target.

Tutto interessante e tutto utile. Ma siccome ogni nuovo elemento si innesta su qualcosa che c’era già, ogni tanto è salutare fare bel respiro e tornare alle basi, rinfrescarsi un po’ la memoria sui fondamentali.

Non soltanto per una mera operazione nostalgia, anzi per un motivo molto più pratico: evitare il rischio che le innovazioni non trovino un terreno solido sul quale sostenersi e crescere.

Rafforzare le fondamenta è il modo migliore per costruire qualcosa di nuovo, e nulla di tutto quanto sta accadendo e accadrà nel mondo della comunicazione è completamente estraneo a quello che è avvenuto finora.

Perciò oggi parliamo un po’ di Brand, di Publishing e di Eventi.

 

Il Brand, chiamiamo le cose con il loro nome.

Appunto: il brand non è il nome di un prodotto o di un’azienda, non è né il suo marchio né il suo logo, e non è neanche semplicemente la marca.

O meglio, è la marca solo se la intendi come tutto ciò che questa parola si porta dietro in termini di valori, di storie, di emozioni, di percezione da parte dei consumatori.

Come dice Seth Godin, “le persone non comprano prodotti e servizi, ma relazioni, storie e magia”.

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Il marchio e il logo vivono nello spazio di un’insegna, di una brochure o di una carta intestata. Il brand invece vive nella mente delle persone.

E’ con il brand che il consumatore ha una relazione speciale, non con una fabbrica o una sede aziendale, e nemmeno con il prodotto in sé, ma con ciò che quel prodotto rappresenta.

Per questo gran parte della comunicazione aziendale si concentra nel veicolare i valori dell’impresa fino a consolidarli in un brand di successo.

Un brand amato e, soprattutto, un brand che ama il suo target.

Il logo, il marchio e tutta l’immagine coordinata che ne deriva, non sono altro che la sintesi visiva di tutti questi valori

Quindi, ogni attività di marketing e comunicazione deve avvenire nel massimo rispetto dell’identità di brand.

Non è una cosa scontata, soprattutto per aziende grandi e strutturate, con molte filiali, magari sparse in diversi paesi del mondo.

Assicurare l’uniformità dell’immagine coordinata tra le varie realtà di una stessa azienda diventa cruciale. Ed è uno degli impegni più importanti (anche più avvincenti) che un’agenzia di comunicazione deve saper affrontare.

 

Vuoi approfondire?

C’è un’applicazione per gestire correttamente la brand identity tra sede e filiali.

 

Carta o digitale, è sempre publishing.

Parole e immagini sono alla base di ogni forma di comunicazione. E la forma più semplice è quella che vede parole e immagini messe in ordine dentro una pagina.

Detta così può sembrare banale, ma per quanto semplice e breve possa essere, una pubblicazione ha bisogno di grandi cure e attenzioni.

Tra il documento word e il file esecutivo di stampa si inseriscono molti passaggi, dall’art direction al progetto grafico, dall’impaginazione all’editing e alla correzione di bozze, sotto l’occhio vigile dell’account che coordina, si relazione col cliente e, quando serve, con la tipografia. Insomma, non è mai una passeggiata.

publishing e impaginazione

Sappiamo cosa stai pensando: nell’era digitale ancora impazzite con le pubblicazioni?
Certo che sì, per almeno due motivi:

  • primo, perché gran parte dei contenuti sul web è costituita da documenti regolarmente impaginati, editati e corretti (non sempre, purtroppo) come ogni altra pubblicazione.
    Il fatto che siano in formato digitale non dovrebbe essere una scusa per far circolare prodotti editoriali e promozionali di scarsa qualità;
  • secondo, perché ad oggi la carta occupa ancora una parte rilevante della comunicazione aziendale, seppure in modi diversi e in rapida evoluzione.


Da un lato, la classica brochure finisce sempre meno tra le rotative della tipografia e sempre più spesso nella sezione download di un sito; dall’altro, ci sono tipologie di stampati che reggono molto bene all’urto di internet, vedi le pubblicazioni aziendali o artistiche di pregio (
qui trovi un paio di esempi) o un’infinita varietà di cartotecniche che rendono sempre più interessanti e originali i materiali di comunicazione cartacei.

Insomma, nell’era di internet le pubblicazioni hanno un ruolo di tutto riguardo nella comunicazione aziendale.

 

Vuoi approfondire?

C’è un’applicazione che ti permette di gestire l’intero flusso di lavoro per le pubblicazioni aziendali.

 

Eventi, nella comunicazione aziendale
l’esperienza paga sempre.

evento-aziendale-targetIl grande vantaggio di un evento è che concentra  molti rappresentanti del tuo target (e spesso proprio i più motivati e coinvolti nei confronti del tuo brand) tutti insieme in un unico posto.

Hai delle persone in carne e ossa alle quali far vivere un’esperienza reale.
Le persone occupano spazio e quindi un evento è di per sé una comunicazione esclusiva.

La scelta della location e quella delle persone da invitare si influenzano a vicenda. Trovare la combinazione più idonea è la base per la riuscita dell’evento.

Visto che hai a disposizione solo un numero limitato di inviti (magari alto, ma comunque non infinito), devi utilizzarli in modo intelligente, e per farlo ti serve un database dettagliato e sempre aggiornato dei tuoi target di riferimento.

Poi devi tenerti in contatto costante con i tuoi invitati fino alla data dell’evento, con un’attività di recall e remind, sia per far percepire il tuo reale interesse alla loro presenza, sia per essere sempre aggiornato su quanti e quali saranno i partecipanti.

Un evento ben riuscito ti darà un grande ritorno d’immagine, ma basta un solo passo falso (tempi morti, catering scadente, musica sbagliata, intrattenimento fiacco…) per trasformare una grande opportunità in un pericoloso flop, che verrà immancabilmente amplificato da post e tweet di ospiti delusi.

Se hai fatto tutto a regola d’arte, i partecipanti conserveranno un’immagine positiva di te e del tuo brand, e il successo dell’evento raggiungerà anche il resto del tuo target grazie ai social network e magari dai media tradizionali.

Occhio però, che il post-evento è altrettanto importante: devi mantenere il contatto con ogni partecipante, per non perdere il vantaggio di aver stretto un rapporto.

Ricorda, le relazioni così create sono uno dei valori più importanti per il tuo business.

 

Vuoi approfondire?

C’è un’applicazione per organizzare ogni fase di un evento in modo impeccabile.

 

Allora, buona comunicazione.
E se ti serve qualche informazione in più, siamo qui.


formazione-teambuilding

Formazione aziendale e comunicazione interna,
sai perché insieme funzionano meglio?

formazione-aziendale-sintesiL’evoluzione del lavoro è così rapida che c’è una sola previsione certa: molte previsioni andranno riviste man mano che i fatti si mostreranno in tutta la loro realtà.

In ogni settore aumenta la necessità di competenze specializzate, ma anche la capacità di avere una visione d’insieme.
I rapporti tra i lavoratori e le aziende si fanno sempre più fluidi, ma allo stesso tempo sono sempre più evidenti i vantaggi di un maggiore coinvolgimento di tutti nella vita aziendale.

I cambiamenti sono così tanti e spesso anche poco decifrabili, che una costante attività di formazione aziendale a tutti i livelli è l’unica soluzione per tentare di gestirli.

In Italia, secondo le ultime statistiche disponibili (dati del 2014 elaborati da Isfol/Inapp), l’8% dei lavoratori tra i 25 e i 64 anni ha partecipato ad attività formative, contro il 10% della media UE. Si può fare di più, ma soprattutto si può fare meglio.

 

I vantaggi della formazione aziendale

vantaggi-formazionePerché molte aziende sono ancora perplesse di fronte all’opportunità di attivare percorsi formativi per i loro dipendenti?
Forse perché lo considerano un investimento di cui è difficile verificare il ritorno, sebbene esistano da tempo formule per calcolare il ROI della formazione.

In ogni caso, dovrebbe essere sufficiente come prova il fatto che le aziende di maggiore successo prendano maledettamente sul serio questo argomento.

Ed è inutile chiedersi se è nato prima il successo o la formazione. Perché non è un processo lineare ma un circolo virtuoso.

Formare il personale offre un vantaggio competitivo (e di conseguenza economico) che nel medio-lungo periodo farà la differenza tra chi è andato avanti e chi è rimasto indietro.

E non solo per quanto riguarda le competenze, ma anche aspetti fondamentali quali la motivazione, il benessere dei dipendenti, l’attaccamento all’azienda, il coinvolgimento, lo spirito di squadra.

 

Strumenti efficaci e contenuti di qualità

Ci sono tanti modi di fare formazione aziendale.
L’attività “in aula” e gli eventi dal vivo sono ancora molto utilizzati, sempre più potenziati da supporti digitali.

Ma naturalmente è in crescita l’e-learning.
In ogni caso, l’efficacia degli strumenti e la qualità dei contenuti (insieme ovviamente alle competenze dell’eventuale formatore in carne ed ossa) sono alla base di ogni intervento formativo.

Tra gli strumenti e le iniziative più utilizzati ci sono:

ebook, il più “tradizionale” fra gli strumenti digitali;
video, girati, in motion graphics o che uniscono entrambe le tecniche (scopri qui i vantaggi della motion graphics);
WBT – web based training, cioè tutte le attività didattiche fruibili online;
webinar, eventi con relatori reali che è possibile seguire online;
newsletter, da inviare periodicamente ai dipendenti;
eventi, come lezioni in aula e iniziative di team building (qui trovi una fantastica applicazione per organizzare eventi al top).


I
contenuti devono essere:

di qualità, per assicurare un reale incremento delle competenze;
funzionali, per garantire il massimo apprendimento con il minor sforzo e nel minor tempo possibile;
brillanti, per suscitare l’interesse del dipendente anche su argomenti che normalmente potrebbe ritenere “noiosi”;
chiari, per favorire l’apprendimento anche di argomenti particolarmente complessi;
coinvolgenti, per far sentire il dipendente parte attiva e indispensabile di qualcosa di più grande.

 

Coinvolgere i dipendenti:
l’importanza della comunicazione interna

formazioneImmagina.
Sei il responsabile delle risorse umane e hai convinto l’azienda a investire nella formazione.
Bello carico, ti lanci a capofitto nel progetto. Scegli gli argomenti, contatti i formatori, acquisti software e contenuti, organizzi tutto per bene…
E niente. Agli eventi partecipano quattro gatti. La piattaforma online è ricca di contenuti eccellenti, ma non se li fila nessuno.

Cos’è che è andato storto?

Succede che spesso a sottovalutare l’importanza della formazione non siano solo i vertici aziendali, ma anche i dipendenti stessi.

Quando si è immersi in una professione, magari da molto tempo, è difficile rendersi conto che intorno a te quella professione sta cambiando.
Ed è facile sviluppare una certa resistenza alle novità.

“Che volete, che mi rimetta a studiare a quarant’anni?”. Sì, e pure a cinquanta. Ma devi dirglielo nel modo giusto.

La formazione deve essere veicolata come un’opportunità, non come un’imposizione dall’alto, quando tutto è già stato deciso, altrimenti il suo obiettivo è mancato in partenza.

La decisione di organizzare attività formative deve andare di pari passo con una comunicazione interna in grado di sensibilizzare i dipendenti, coinvolgerli, magari chiedendo prima a loro quali iniziative ritengono più utili, quali competenze vorrebbero migliorare.

Devi rendere chiaro a ogni lavoratore che il percorso formativo avrà effetti positivi concreti sul suo lavoro.

Ci sono molti canali e strumenti di comunicazione, sia online che offline, che ti consentono di creare fra i tuoi dipendenti il clima, le aspettative e l’atteggiamento giusti per affrontare la formazione nel modo migliore.
Coinvolgerli e convincerli della bontà del progetto è un passaggio che davvero non ti puoi perdere.

 

Tutto chiaro?

Vuoi approfondire il rapporto tra formazione aziendale e comunicazione?

Contattaci ora, che il mondo del lavoro cambia in fretta 😉


content-marketing-conversazioni

Content marketing, come farti trovare dai tuoi prossimi clienti
(e poi tenerteli stretti)

E il marketing divenne relazionale

content-marketing-conversazioniPartiamo da qualche anno fa.

Nel 1999, a soli otto anni dalla nascita del World Wide Web, cioè di Internet così come noi lo conosciamo, un piccolo gruppo di economisti, saggisti e giornalisti pubblicò il Cluetrain Manifesto, un documento che in 95 tesi sanciva il definitivo cambio di prospettiva sul marketing.

Il primo punto era già tutto un programma, diceva solo:
I mercati sono conversazioni”.
Dirompente nella sua semplicità.

Il successivo sviluppo di internet ha reso questa affermazione (assieme alle altre 94 tesi) sempre più attuale.
Da allora fino ad oggi è cresciuto enormemente il numero di persone e di aziende connesse alla rete, si sono sviluppati i CMS che danno la possibilità a chiunque di aprire e iniziare a gestire un sito in pochi minuti.

E infine sono arrivati i social network che ci hanno messi tutti in relazione reciproca, in ogni momento e in tempo reale.

In questo modo internet ha sostituito praticamente tutto, è diventato la nuova televisione, la nuova radio, il nuovo servizio postale, il nuovo telefono, la nuova piazza, il nuovo album di famiglia.
E i suoi contenuti sono diventati i nuovi consigli per gli acquisti.

 

Le relazioni si basano sui contenuti

La maggior parte delle interazioni su internet, tra persone o tra persone e aziende, nascono perché una delle due parti sta cercando un’informazione l’altra gliela fornisce

L’intero ecosistema di internet e dei social network si basa sulla produzione e sul caricamento di contenuti, che poi vengono cercati, trovati, intercettati, letti, guardati e ascoltati da altri utenti.

Nel content marketing, la produzione di contenuti permette di creare relazioni stabili e durature con i propri clienti o prospect.
A loro volta le relazioni aiutano a raggiungere gli 
obiettivi di business, come la vendita di un prodotto o servizio, ma anche l’adesione a una campagna sociale, l’adozione di un certo comportamento, il sostegno a un progetto culturale e così via.

 

Prima l’azienda cercava i media, oggi il media è l’azienda

Ogni realtà imprenditoriale è una miniera di contenuti. La sua storia, le sue persone, i suoi prodotti, il suo territorio… sono tutte “storie” che possono avere un valore enorme nell’immaginario dei potenziali clienti.
Basta tradurre un simile patrimonio di informazioni e di emozioni in un flusso regolare di contenuti sul web: testi da leggere, foto e video da guardare, podcast da ascoltare.

Devono essere contenuti originaliutili, che piacciano sia alle persone che ai motori di ricerca, che invitino gli utenti a condividerli con i loro contatti.
Grazie ai suoi contenuti l’azienda viene riconosciuta dal pubblico di internet (del suo pubblico di internet) come affidabile, vicina, aperta, competente, un’autorità nel suo settore.

L’azienda diventa il miglior consulente dei propri clienti attuali e potenziali.

 

Il contenuto non vende (sempre),
il contenuto crea la relazione (che fa vendere molto di più).

relazioni-stretta-di-manoLo sbaglio più grosso per un’azienda o un professionista è aspettarsi che un contenuto sul blog e sui social funzioni come una pubblicità tradizionale: la vedevi, ti convinceva, andavi al negozio e compravi.

Certo, ci sono le sales page e le email di vendita, espressamente progettate per portare l’utente a cliccare su “Acquista ora!”. Ma sono solo l’ultimo anello della catena, funzionano solo dopo che la relazione con il cliente è stata consolidata.

Come? Grazie a contenuti utili che hanno dato risposte alle sue domande, a un regolare flusso di newsletter che lo hanno tenuto aggiornato, a contenuti extra che lo hanno “coccolato” (un ebook gratuito, per esempio).

A quel punto l’affidabilità che l’azienda ha guadagnato agli occhi dell’utente va ben oltre il singolo acquisto d’impulso o occasionale, è invece la solida base di un rapporto che potrà dare reciproche soddisfazioni per lungo tempo.

 


Meglio soli o ben accompagnati?

content-marketing-infographicIn teoria, nessuno meglio dell’azienda stessa può produrre contenuti che la riguardano.

In pratica, però, il fai da te a volte funziona, molte altre no.
Perché? Quali sono le competenze necessarie per un’efficace strategia di content marketing?

Eccone alcune:

Copywriting
La scrittura di contenuti per il web e i social ha le sue regole, che peraltro cambiano molto in fretta.

SEO
Non si tratta solo di inserire parole chiave nei testi, ma di capire quali argomenti possono attirare attenzione e interesse, sia da parte del pubblico che da parte di Google, e trovare il modo migliore di elaborarli e pubblicarli.

Art direction
Un contenuto efficace deve essere presentato in modo professionale, attraente, accattivante, con le immagini giuste, altrimenti perde valore.

Social strategy
Gran parte di chi arriverà sul tuo sito lo farà perché ha trovato i tuoi contenuti su un social network, gli sono sembrati interessanti e ha deciso di approfondirli. 

 

Prima cominci, meglio è

Ora sai ciò che ti serve, e se cerchi un consiglio, una consulenza o qualcuno che ti supporti nella produzione e condivisione di contenuti di valore, noi ci siamo.

Il content marketing è come un albero in crescita, deve essere coltivato per dare i suoi frutti. Prima inizi a dedicargli le tue cure, meglio è, perché i tuoi competitor con ogni probabilità lo stanno già facendo.

Contattaci qui, così ne parliamo insieme.


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Motion graphics, i video animati
che piacciono tanto ai tuoi clienti (presenti e futuri)

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Perché dovresti fare video in motion graphics per la tua azienda?

Innanzi tutto, perché dovresti fare dei video?
Semplice, perché i video raccontano meglio di ogni altra cosa quello che fai e quello che vendi. Comunicano facilmente informazioni e dettagli sulla tua attività, piacciono ai tuoi clienti e ai tuoi prospect, che li condividono sui social più spesso e volentieri rispetto ai contenuti di testo e alle immagini.

E poi il video lo puoi utilizzare in tutte le occasioni: online e offline, durante i convegni e le fiere, in qualunque situazione in cui sia disponibile un display.

Insomma, il video aziendale è uno strumento di comunicazione eccellente, ma devi scegliere bene come farlo per coglierne tutte le potenzialità.

 

 

Aspetti da considerare quando vuoi fare un video aziendale


Si parte quasi sempre con l’idea di veicolare due o tre concetti fondamentali sull’azienda o sui suoi prodotti, ma sappiamo per esperienza che una volta tolto il tappo alle idee
le cose da dire diventano tante.

E spesso non si tratta di concetti semplici, da qui l’esigenza di dire con chiarezza anche le cose più complicate, per farle comprendere anche a un pubblico non esperto.

Questo ad esempio è un video che abbiamo realizzato per Alleanza Assicurazioni, con l’obiettivo di rendere accessibili anche al semplice risparmiatore concetti che di solito sono riservati agli esperti di finanza.


E a proposito di finanze, per dire tante cose ci vuole tempo, e quando si parla di video
il tempo è davvero denaro: più dura, più costa. E tu vuoi contenere le spese.

Ricapitolando, il tuo video deve:

– raccontare chi sei e cosa fai;
– farlo in modo semplice e chiaro;
– essere compatibile con il tuo budget.

Ora ti stai chiedendo se esiste una soluzione che metta insieme tutto questo…

 

Ecco perché un video in motion graphics può essere la tua soluzione ideale


La complessità diventa semplice

Grazie alla sinergia di immagini e testi (solo scritti o anche parlati), un video in motion graphics permette di comunicare in modo chiaro, sintetico e intuitivo anche argomenti complessi, veicolando efficacemente anche dati, numeri, statistiche, grafici ecc.

Anche le forme, i colori e lo stile delle transizioni aiutano a definire e a rendere più comprensibile il messaggio.

Ecco un altro esempioun video per Generali Italia, dedicato a un prodotto di investimento.
Molti aspetti che potrebbero risultare complicati, o addirittura noiosi, diventano di immediata comprensione.


Una libertà espressiva (quasi) illimitata

In teoria, gli unici limiti sono la creatività dell’agenzia e il tuo budget (per questo secondo aspetto, vai al punto successivo).

La motion graphics ti permette di provare, sperimentare, velocizzare o rallentare i passaggi da una scena all’altra (anche in base alla voce e alla musica di fondo), inserire o togliere testo, cambiare i colori, aggiungere o eliminare elementi grafici a piacimento.

Naturalmente il tutto deve essere ricondotto alle reali finalità del video, all’efficacia del messaggio e alla coerenza con l’identità aziendale.

 

Ottimizzazione dei costi

Chiaro, parliamo di motion graphics e non di “motion gratis”. Come ogni lavoro, un video di questo tipo ha un costo rapportato all’impegno della lavorazione (strettamente legato alla durata) e alla qualità.

Uno dei vantaggi della motion graphics è che coinvolge un minor numero di professionalità rispetto al tradizionale girato. Ma un video ben fatto richiede quantomeno un contributo di copywriting e di art direction, oltre naturalmente al vero e proprio montaggio.

La flessibilità di questa tecnica consente comunque di trovare sempre il giusto equilibrio tra budget e qualità del risultato finale.

 

Alto tasso di condivisione

Oggi i video sono i protagonisti del web e dei social, e tutto lascia prevedere che lo saranno sempre di più. Sono dei veri e propri concentrati di informazioni che soddisfano il desiderio degli utenti di trovare contenuti ricchi, utili, facili da fruire e da condividere.

Il tuo video in motion graphics, che sia una breve pillola, un corporate video, un tutorial o altro ancora, dà valore aggiunto al tuo sito web e può far correre il tuo messaggio su tutti i social network.

 

Allora, parliamo di come un video in motion graphics può far crescere la tua azienda?


Possiamo darti tutti i consigli utili e le competenze necessarie per realizzare quello che ti serve.
Contattaci adesso, i tuoi clienti (e quelli che lo diventeranno) già non vedono l’ora di vedere i tuoi video.


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Come organizzare eventi aziendali di successo

Gli eventi aziendali sono un’ottimo strumento
per promuovere la tua attività

Ma solo se li organizzi nel modo giusto.

 

organizzare-eventi-aziendaliLa comunicazione e il marketing cambiano alla velocità della luce, ma c’è una cosa che continua a funzionare meglio di qualunque altra: organizzare eventi aziendali.

Partecipare a un evento è come vivere una storia, mentre sentire un messaggio pubblicitario è come ascoltarla da qualcun altro. Inutile dirti quale storia ti ricorderai di più, se quella che hai solo ascoltato o quella che hai vissuto.

Ma devi fare attenzione, perché se un evento di successo può darti un prestigio enorme, uno organizzato o gestito male può abbattersi come una scure sulla reputazione della tua azienda.

C’è anche un altro rischio, quello che l’evento riesca bene, ma che non ti porti risultati apprezzabili in termini di comunicazione e di marketing.

Ecco come organizzare eventi aziendali senza incorrere in questi pericoli.

 

Perché un evento aziendale può trasformarsi in un flop?


location-eventoUn concept debole.
Il concept è l’idea che sta dietro a tutto, che sorregge l’intero progetto. Deve essere un’idea forte, e questo significa che devi avere qualcosa di importante da dire e da dare a tutti coloro che parteciperanno al tuo evento.

Un evento aziendale non può essere solo una scusa per mettere insieme un po’ di gente, propinare il discorso di qualche dirigente e distribuire brochure. È tutto inutile se alla base non c’è un messaggio capace di far cambiare prospettiva a chi lo riceve.

Una comunicazione inefficace. Qui entra in campo la creatività e la capacità di ideare messaggi, visualizzarli, scriverli, esprimerli e diffonderli. Chi viene raggiunto dal messaggio deve pensare una sola cosa riguardo al tuo evento: “Non posso, non devo, non voglio assolutamente perdermelo”.

Location e allestimenti sbagliati.
Molte aziende commettono questo errore e c’è un motivo: partono dalla location invece che dal concept. Prima pensano a dove sarebbe bello fare un evento, e poi pensano a come farlo. Sbagliato.

Il luogo deve essere funzionale al concept, è un mezzo per fare arrivare il tuo messaggio. Altrimenti rischi di dover piegare, ridimensionare, se non perfino distorcere il tuo messaggio a causa di limiti imposti dalla location, che magari è bellissima e molto chic, ma non c’entra nulla con il tuo progetto di comunicazione. Per gli allestimenti vale lo stesso: ogni dettaglio deve essere il tassello di un’idea.

Ricorda: prima viene il concept, poi la location.

 

La vera anima del tuo evento:
LE PERSONE

eventi-aziendali-cenaQui davvero non puoi sbagliare, perché hai a che fare con i veri protagonisti del tuo evento, con i destinatari del tuo messaggio, con la vera ragione per cui stai facendo tutto questo.

Vuoi sapere come puoi mandare tutto all’aria?

Se non hai i contatti…

Sembra banale, ma prima di pensare a un evento devi essere sicuro che delle persone vi che parteciperanno.

Non ti basterà avere una vaga idea, devi sapere esattamente a quante persone ti vuoi rivolgere e devi essere sicuro di poterle contattare, devi essere certo di ottenere una risposta, e infine devi essere sicuro di quante persone ci saranno.

Pensi che sia facile? No, non lo è. Altrimenti le mailing list non sarebbero merce così richiesta sul mercato.

…o non hai i contatti giusti.

Puoi anche ritrovarti con la location (quella giusta, mi raccomando) strapiena di gente. Bravo, hanno risposto tutti al tuo invito. Ma servirà a qualcosa solo se hai invitato le persone giuste, altrimenti fai un buco nell’acqua anche se all’apparenza è un successo.

È una questione di target: a chi è dedicato il tuo evento? Clienti? Rappresentati? Collaboratori? Giornalisti? Influencer?

Devi essere certo che le persone che hai invitato siano davvero interessate a ciò che proponi, alla tua azienda, al tuo prodotto o servizio, alla tua iniziativa.
O che in qualche modo possano contribuire ad amplificare il tuo messaggio. Altrimenti, se sono interessati solo all’aperitivo, loro si divertiranno ma tu avrai buttato i tuoi soldi.

Per questo le mailing list profilate sono ancora più preziose.

 

eventi-convention-aziendalePensi che basti spedire un invito?

Eh no, purtroppo no. Questo è solo il primo passo nel costruire una solida relazione con i tuoi invitati. Perché è a questo che servono gli eventi, a creare e consolidare relazioni virtuose. Non puoi pensare di cavartela con un invio massivo di inviti e poi aspettare tranquillo il giorno dell’evento.

Devi avere dei sistemi per tenere sott’occhio chi riceve l’invito, chi risponde, chi si registra all’evento, effettuare il recall… Perché sapere esattamente chi c’è e chi non c’è può influire su alcuni aspetti importanti dell’organizzazione.

Devi avere la situazione sotto controllo in ogni istante che separa l’invito dall’evento.

E poi, ci si vede alla prossima?

Hai fatto tutto per bene e il tuo evento è andato alla grande.
Tutti si sono divertiti, ma il tuo lavoro comincia adesso: hai stabilito o rinforzato un contatto con molte persone, le hai fatte stare bene, hai veicolato loro il tuo messaggio in modo piacevole.

E ora vorresti lasciarli andare via così? No che non vuoi.

Adesso devi sfruttare tutte le informazioni e i contatti che il tuo evento ti ha lasciato in eredità, per mantenere vive le relazioni, tenere aperti i canali, ricordare a tutti che ci sei.

Sappiamo cosa stai pensando: organizzare eventi aziendali è complesso.

È vero. Ma per organizzarli male e per organizzarli bene ci vuole lo stesso impegno.

Anzi, se usi le strategie e gli strumenti giusti fai molta fatica in meno e ti godi risultati migliori.

 

Quando dobbiamo organizzare eventi aziendali
noi facciamo così

pubblico-eventoDi eventi aziendali ne organizziamo parecchi, con metodi e strumenti ormai ben collaudati.

Il nostro asso nella manica è il K-Planning, una piattaforma di nostra creazione che permette di gestire tutti gli aspetti dell’organizzazione di eventi aziendali.

Lo abbiamo messo a disposizione anche di aziende come Eni e Fincantieri, e di eventi come Expo Milano 2015, sempre con ottimi risultati.

Quali sono i vantaggi di usare K-Planning?

Innanzi tutto, un database di oltre 7.500 contatti sempre aggiornati e classificati per settore.
Con la possibilità di costruire di volta in volta, anche da zero, un nuovo database personalizzato.

A partire da questo, si possono creare liste targettizzate di nominativi da invitare, con tutti gli strumenti necessari per gestire gli inviti, i recall e il report finale dell’evento.
Ogni fase dell’organizzazione è supportata da un software preciso ed efficiente, che non lascia nulla al caso e che permette di avere sotto controllo ogni minimo dettaglio.

Guarda il video di K-Planning
e scopri come organizzare eventi aziendali che lasciano il segno.


investire_oggi_generaequilibrio

Investire oggi con GeneraEquilibrio, boom per la novità di Generali Italia


generaequilibrio_rischio_rendimentoNon occorre essere analisti finanziari per capire che scegliere come investire oggi è sempre più complesso.
L’offerta di prodotti e servizi dedicati al risparmio è sempre più ampia, i tassi sono generalmente sempre più bassi e il rischio è sempre dietro l’angolo.

La parola d’ordine per ottenere il massimo correndo meno rischi possibili è “equilibrio”.
GeneraEquilibrio è il nuovo strumento di investimento di Generali Italia, premiato agli MF (Milano Finanza) Innovazione Award 2016 nella categoria “Risparmio”, e che a pochi mesi dal lancio ha già realizzato ottime performance.

 

 

Un nuovo modo di investire: GeneraEquilibio

investire_oggi_generaequilibrioIl concetto di base è semplice: non esiste più alcuno strumento finanziario che possa offrire rendimento a rischio zero, come potevano fare un tempo i Bot, per esempio.
Quindi l’unico modo conveniente di investire è trovare il giusto equilibrio tra rischio e rendimento.

GeneraEquilibrio, come dice il nome stesso, è uno strumento di investimento che funziona proprio così, mettendo insieme la stabilità della gestione assicurativa di Generali Italia (Gesav) e le opportunità offerte da linee di investimento internazionali, per ricercare un rendimento stabile già nel medio periodo, sempre con un occhio di riguardo per la tutela dell’investitore.

Oltre a questo, GeneraEquilibrio offre una serie di servizi che permettono al risparmiatore di gestire l’investimento in modo flessibile e personalizzato sulle sue esigenze.

 

Da subito un successo

Il debutto di GeneraEquilibrio sul mercato è stato subito un successo, come ha spiegato a Milano Finanza Marco Sesana, Country Manager e AD di Generali Italia:

“GeneraEquilibrio è uno strumento di investimento di ultima generazione per andare incontro a chi cerca il rendimento ma non vuole rinunciare alla cautela. Ha già riscontrato l’interesse dei clienti raccogliendo più di 260 milioni in soli due mesi”.

 

GeneraEquilibrio in video grafica

video_generaequilibrio_generaliSul fronte della comunicazione è stato realizzato un video in motion graphics, per raccontare GeneraEquilibrio e le opportunità che offre di investire oggi ottimizzando rischio e rendimento.

Prendendo spunto dal visual ufficiale del prodotto, una rivisitazione del Tao (il cerchio di tradizione orientale entro il quale convivono in armonia il bianco e il nero, yin e yang), tutti gli aspetti di questo prodotto finanziario sono illustrati usando come filo conduttore la forma della sfera, simbolo di perfezione e di equilibrio.

Guarda il video di GeneraEquilibrio