Per i nostri Clienti il 2021
è iniziato in modo un po’ più dolce

Anche nel mondo della comunicazione il 2020 ha cambiato tante cose, compreso il modo di relazionarsi con i Clienti e perfino quello di scambiarsi gli auguri di buone feste.

Così in collaborazione con le api abbiamo creato l'iniziativa BEE SMART TOGETHER!, una dolce combinazione di miele, natura, comunicazione, sostenibilità e smart working!

I tradizionali auguri si sono trasformati in un'occasione per condividere consigli, best practice e una buona dose di energia e di dolcezza, per cominciare con la carica giusta il nuovo anno.

 

Bee Smart Together! Una nuova idea per augurare buone feste

Il 2020 non ha rivoluzionato solo il modo di lavorare, ma anche anche le interazioni fra le agenzie e le aziende, vista la rapida e quasi totale riorganizzazione delle modalità e dei luoghi di lavoro.

Perciò anche il nostro kit regalo “storico” di fine anno, con quaderno e gadget tematici, ha dovuto lasciare il posto a qualcosa di nuovo.

In questa piccola (ma per noi significativa) rivoluzione, abbiamo stretto un patto di collaborazione con le api, in particolare con Spazio Ape, una realtà marchigiana che valorizza il territorio grazie a un’apicoltura di qualità.

 

Smart working, comunicazione e sostenibilità: impariamo dalle api!

Abbiamo scelto le api come partner per i nostri auguri di fine 2020 e buon 2021 per diversi motivi.

Anzitutto, sono delle vere esperte di smart working, lavorano sempre al loro meglio sia da sole che in gruppo, comunicano in modi sorprendenti ed efficaci, sono organizzatissime in ogni situazione e ci regalano la dolce energia del loro miele.

Inoltre con il loro lavoro di fiore in fiore garantiscono la biodiversità e l’equilibrio dell’ecosistema.

Abbiamo quindi deciso di adottare un’arnia, per condividere con i nostri Clienti non solo il miele, ma anche l’impegno in difesa e a sostegno di questi preziosi, intelligenti e generosi insetti.

 

 

Auguri virtuali, regali veri!

Ai nostri Clienti questa volta gli auguri sono arrivati soltanto via email, ma con due gustose sorprese.

La prima in formato digitale: una breve pubblicazione da scaricare, ricca di ricette e consigli su come utilizzare il miele in modo utile e a volte curioso, suggerimenti pratici e tool online per lavorare meglio soprattutto in questo periodo così particolare.

E dulcis in fundo… la seconda sorpresa, questa decisamente reale: un vasetto di miele millefiori firmato K-Change, recapitato direttamente all’indirizzo indicato da ogni Cliente nell’apposito form presente sul nostro sito.

Con tanto di attestato personalizzato che certifica la partecipazione all’adozione dell’arnia.

 

C’è sempre qualcosa di buono da condividere e comunicare

Il 2020 ha lanciato a tutti delle sfide inattese, a volte davvero dure da affrontare, e non basta certo un po’ di miele per cancellare l’amaro in bocca di un anno così complicato.

Ma è stato anche questo un modo per far sì che i nostri Clienti continuassero a sentirci vicini, in un momento tradizionalmente così importante come il passaggio da un anno all’altro. E anche per confermare, prima di tutto a noi stessi, che le difficoltà ci portano sempre a elaborare soluzioni alle quali non avevamo mai pensato prima.

Dolce 2021 a tutti e… Bee Smart Together!


Eni, nuovi successi per i Report realizzati da K-Change

Le pubblicazioni Eni progettate, impaginate e supervisionate da K-Change ottengono due importanti riconoscimenti: l’Oscar di Bilancio 2020 e l'inserimento nella Top 10 Performers del WBCSD.

Sostenibilità e qualità della reportistica si confermano asset sempre più irrinunciabili per le aziende e le agenzie di comunicazione.

 

La Dichiarazione Non Finanziaria di Eni vale un nuovo Oscar di Bilancio

Dopo la premiazione nel 2019 per il suo sistema integrato di report aziendali, pochi giorni fa il Gruppo Eni ha fatto il bis con l'Oscar di Bilancio 2020, il riconoscimento che Ferpi - Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, insieme a Borsa Italiana e all'Università Bocconi, assegna alle imprese per la loro attività di reporting e la cura dei rapporti con gli stakeholder (qui l'articolo che Il Messaggero ha dedicato alla premiazione di Eni).

Quest'anno il riconoscimento all'azienda del cane a sei zampe è per la Dichiarazione Non Finanziaria, cioè quella parte del bilancio aziendale dedicata ad aspetti quali la sostenibilità sociale e ambientale, la cooperazione e la trasparenza nei confronti di tutti gli stakeholder.

I risultati della collaborazione tra K-Change ed Eni sulle pubblicazioni aziendali, ormai di lunga data, emergono bene in alcuni passi della motivazione al premio:

"Una Dichiarazione Non Finanziaria chiara, sintetica e facilmente riconoscibile".
"Il Bilancio Integrato risulta particolarmente fruibile ed efficace sul piano della comunicazione, prestandosi ad un’agevole ed intuitiva lettura anche grazie al supporto di grafici che ben sintetizzano le dinamiche oggetto di analisi”
.

Tutti aspetti ai quali K-Change dedica un'enorme attenzione, perché nella reportistica aziendale la forma è sostanza.

 

"Eni for" nei Top 10 Performers WBCSD

Il nuovo Oscar di Bilancio arriva a poche settimane da un altro grande riconoscimento. Con Eni for, il report multilingua dedicato all'impegno nella transizione energetica, Eni si è infatti piazzata nei Top 10 Performers della classifica redatta dal World Business Council for Sustainable Development (WBCSD).

Un risultato prestigioso a livello internazionale, che ribadisce ancora una volta l'importanza di curare nei minimi dettagli la comunicazione in ogni ambito dell'attività aziendale, ma in particolare dimostra quanto sia oggi fondamentale comunicare nel modo migliore la sostenibilità del proprio business.

 

 

Sostenibilità, un percorso irreversibile anche per la comunicazione

Cosa ci dicono i due importanti riconoscimenti ricevuti da Eni?

Nel suo commento all'Oscar di Bilancio, Francesco Gattei, Chief Financial Officer di Eni, parla di “irreversibile percorso di trasformazione” verso modelli di business sempre più sostenibili.

Un percorso che non riguarda solo le aziende, ma anche chi si occupa di comunicarne le promesse e le performance, in tutte le declinazioni dalla comunicazione interna alla corporate, dall’advertising al BTL, dai social agli eventi, dall'editoria aziendale al brand journalism.

Il modo di raccontare la sostenibilità sta facendo e farà sempre più la differenza sul posizionamento e sull'identità delle imprese.


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Sostenibilità: una storia di Natale (a luglio? eh già)

Come abbiamo trasformato gli auguri di buone feste in un mix di creatività, customer engagement e sostenibilità concreta. Ed ecco perché ve ne parliamo… fuori stagione.

Aperta parentesi: a parte che bisognerebbe sempre pensare ai regali di Natale aziendali un bel po’ di mesi prima, per non ritrovarci tutti all’ultimo momento come ogni anno… 😉 Chiusa parentesi.

Se ne parliamo proprio oggi è perché pochi giorni fa si è chiuso #DaCosaNasceCosa, il contest online che avevamo lanciato tra i nostri Clienti proprio a Natale.
Com’è andata? Ora ve lo raccontiamo.

 

Piccola premessa: il nostro mitico kit natalizio

Le aziende che lavorano con noi sanno che ad ogni Natale arriva sulla loro scrivania, da almeno 15 anni, il quaderno di K-Change.
Concept e grafica sempre nuovi, ma sempre con l’obiettivo di rendere le giornate di lavoro un po’ più divertenti, di regalare qualche momento di relax.

Ovviamente con gadget abbinato.

E non per vantarci, ma siamo sempre piuttosto orgogliosi di ciò che riusciamo a imbastire nelle brevi e frenetiche settimana che precedono la fine dell’anno 🙂

Il 2019 era agli sgoccioli: “Cosa ci inventiamo?”

Cerca la risposta dentro di te, avrebbe detto il saggio. E non avendo molti altri posti in cui cercare, viste le tempistiche, lo abbiamo ascoltato e ci siamo chiesti: chi siamo? cosa facciamo?

Mumble mumble… (brainstorming).

Ma certo, ecco quello che facciamo ogni giorno! Seminiamo idee, coltiviamo progetti e li facciamo crescere, aiutiamo i nostri Clienti a coglierne i frutti.

Dai che forse anche quest’anno la sfanghiamo.
La chiave green ci piace assai, anche perché è perfettamente in linea con una delle nostre expertise più gratificanti: comunicare le iniziative di sostenibilità ambientale (e non solo) dei nostri Clienti.

Ed ecco che come per magia dal cilindro saltano fuori…

 

I nostri auguri piantabili!

Signore e signori, il nostro kit dedicato al 2020:

  • un ecocubo in legno con dentro la terra e i semi: basta aprirlo, metterci un po’ d’acqua e dopo alcuni giorni spuntano i primi germogli; ne abbiamo scelti di cinque varietà – margherita, girasole, lavanda, aloe e peperoncino – e parte del divertimento è stata abbinare la pianta al destinatario (chissà se tutti l’hanno colto…);
  • un’etichetta piantabile, cioè una pallina di natale in cartoncino con semi di fiori di campo;
  • un quaderno con la copertina piantabile, questa però con semi di piante aromatiche.

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Appena inviati e consegnati gli eco-kit, la classica domanda: piaceranno?
Quanti Clienti saranno felici di far nascere e coltivare una piantina sulla loro scrivania, e quanti invece la faranno volare direttamente nel cestino?

Più pollici verdi in alto o pollici neri in basso?

Semplice, bastava chiederlo. Qualche telefonata a campione, qualche email… E siccome era troppo semplice, niente da fare!

Siamo una “smile oriented agency”, potevamo accontentarci di un triste sondaggio?
Vuoi mettere invece buttarci a capofitto in un bel concorso a premi?

 

#DaCosaNasceCosa, ed è subito social (e sostenibilità)!

Ormai è deciso. Dalla nostra pagina Facebook creiamo il gruppo dedicato e ci invitiamo tutti i Clienti che hanno ricevuto il kit.

Il concorso si chiama #DaCosaNasceCosa e premierà chi farà nascere le prime piantine, chi le farà fiorire e gli autori degli scatti più simpatici.

Foto e video con l’hashtag #DaCosaNasceCosa non si sono fatti attendere, un tripudio di foglioline che spuntavano dalla terra, per l’entusiasmo (francamente inaspettato) dei novelli giardinieri da scrivania!

Perfino con una pandemia di mezzo non si sono scoraggiati. Anzi, in molti si sono portati le piantine a casa e hanno continuato a curarle durante lo smart working.

E i premi? Sostenibili fino alla fine!

Ci voleva qualcosa di altrettanto green, tipo… della frutta. Bella, buona, biologica.

Perfetto, allora ci compriamo un frutteto! Non stiamo scherzando, eccolo qua 🙂

I vincitori potranno “adottare” e dare il nome a un albero, coltivato da un piccolo agricoltore che lavora la terra in modo sostenibile.
E al prossimo raccolto riceveranno a casa una cassetta piena di frutta.

Un modo per sostenere l’agricoltura italiana di qualità e contribuire a contrastare le emissioni di CO2.

frutteto

Morale della favola: nel tuo gadget ci devi essere tu

Sì, è vero, ogni anno gran parte degli auguri e dei gadget natalizi servono soprattutto a fare le gare a chi centra il cestino.

Ma se riesci a metterci dentro le tue idee e i tuoi valori, se riesci a creare qualcosa di originale che abbia come punto di forza la tua identità, allora puoi aspettarti davvero delle belle sorprese.

E, cosa ancora più importante, puoi divertirti insieme ai tuoi Clienti!

Ma non aspettare dicembre per pensare ai regali di natale 😉
Anzi, se ti serve qualche buona idea, noi siamo qui!


Report aziendali Eni e Acea

Report aziendali, K-Change partner di grandi gruppi
anche nel 2020

Parliamo di report aziendali. Per le imprese più attente all’identità e alla reputazione del loro brand, le assemblee annuali degli azionisti sono ormai molto più di un appuntamento in cui snocciolare numeri, rendiconti e previsioni. Sono eventi in cui, grazie ai bilanci, ai report finanziari e di sostenibilità e ad altri materiali di comunicazione, un’azienda mette in luce e condivide i suoi valori.

E in materia di editoria aziendale, le imprese più lungimiranti vanno anche oltre gli stretti obblighi di legge, per comunicare in modo sempre più efficace a soci e stakeholder la loro mission, nella quale i risultati economico-finanziari sono indissolubilmente legati alla sostenibilità ambientale e sociale.

Da molti anni K-Change affianca medi e grandi gruppi nella realizzazione di bilanci, report aziendali e altri strumenti di comunicazione interna ed esterna, sia convenzionali che multimediali.

Questo grazie a competenze di art direction, copywriting, impaginazione, video editing e accounting ben collaudate e consolidate.
Competenze che anche quest’anno abbiamo messo a disposizione di due grandi aziende italiane come Eni e Acea.

Report aziendali 2020 per Eni e per Acea

Report aziendali Eni e Acea

Eni: dopo gli Oscar di Bilancio, un’altra intensa collaborazione

Da oltre 15 anni ci occupiamo delle pubblicazioni aziendali di Eni, e quelle che abbiamo curato nel 2019 hanno contribuito a far vincere all’impresa del cane a sei zampe gli Oscar di Bilancio (leggi l’articolo).

Quest’anno l’appuntamento si è rinnovato, con un corpus sempre crescente di pubblicazioni, segno di un rapporto consolidato dai risultati e della reciproca fiducia.

Sono numerosi e variegati, per contenuti, obiettivi e stile, i report aziendali con cui Eni si presenta all’assemblea societaria, oltre alla Relazione finanziaria annuale (il bilancio) e all’Eni For (sulla sostenibilità), come le pubblicazioni dedicate nello specifico ai temi della transizione energetica e della decarbonizzazione. E ogni lavoro richiede un approccio diverso e un progetto grafico “su misura”.

Il risultato è una serie di pubblicazioni molto ricca, che copre tutti gli aspetti gestionali e valoriali della Società.

Questi sono alcuni esempi di lavori editoriali e reportistica che abbiamo progettato e impaginato per Eni quest’anno:

Gruppo Acea: oltre ai report aziendali, un video sui risultati del triennio

Prosegue anche la nostra collaborazione con Acea, la multiutility attiva nei settori dell’energia, dell’acqua e dell’ambiente.

Per il terzo anno consecutivo abbiamo realizzato le pubblicazioni del Bilancio Consolidato e del Bilancio di Sostenibilità, le relative brochure di sintesi, il kit per l’assemblea dei soci e i materiali di allestimento per l’evento.

Inoltre abbiamo realizzato il video che riassume i risultati di Acea nel triennio 2017-2019, occupandoci di tutte le fasi della lavorazione, dallo storyboard allo speakeraggio, dalle grafiche alla scelta di immagini e musica, fino al montaggio finale:

K-Client, la nostra piattaforma per le pubblicazioni aziendali

Quando ci occupiamo di progetti editoriali complessi, come lo sono quasi sempre quelli delle aziende con cui lavoriamo, l’intero flusso di lavoro si svolge attraverso il K-Client, la nostra piattaforma proprietaria (qui, se ti interessa, raccontiamo come funziona) che permette di gestire in modo condiviso con il Cliente tutte le singole fasi della lavorazione di un bilancio, di un report aziendale e di ogni altra pubblicazione.

Se anche tu vuoi comunicare con strumenti così efficaci i valori della tua azienda, contattaci e parliamone insieme!


Tim-Luchetta

Il nostro evento per gli internal ambassador di TIM

gruppo-we-teller-2-minIl 2 dicembre scorso a Roma abbiamo realizzato per TIM l’evento “WE Teller Meeting 2019 – WE Listen, WE Share, WE Tell“.

Un appuntamento riuscitissimo, una giornata di crescita e arricchimento per gli oltre 130 WE Teller di TIM, gli internal ambassador, figure molto importanti per la comunicazione interna dell’azienda.

Per rendere i WE Teller una risorsa sempre più efficace, TIM ci ha infatti chiesto di ideare e organizzare un evento per rafforzare ulteriormente il loro spirito di gruppo e di appartenenza, l’entusiasmo e l’orgoglio per il loro ruolo in azienda, incrementando le loro capacità di comunicare i temi aziendali con competenza e chiarezza, motivandoli a raccogliere le nuove sfide del cambiamento.

Ed è stata una sfida anche per noi. Naturalmente l’abbiamo raccolta, mettendo in campo la nostra consolidata esperienza nell’organizzazione di eventi aziendali e iniziative di comunicazione interna.

 

Strategia e format dell’evento

cappello-TIMPer l’evento abbiamo scelto un nome forte e significativo: “WE Listen, WE Share, WE Tell”, che riassume in tre parole il fulcro dell’attività dei WE Teller, cioè ascoltare, condividere e raccontare ciò che accade nella loro azienda.

E ci siamo posti obiettivi ambiziosi per un meeting di una sola giornata:

  • coinvolgere i WE Teller in un’esperienza immersiva, comune e condivisa
  • farli partecipare ad attività di gruppo ma in grado di far emergere anche le capacità individuali
  • impegnarli in una simulazione realistica di attività di comunicazione
  • e last but not least, farli sentire al centro dell’attenzione della loro azienda

 

Per realizzare questi obiettivi abbiamo ideato un format in grado di mantenere alto il grado di engagement per tutta la durata del meeting e in tutte le attività proposte, dagli speech motivazionali agli interventi del management, fino alle attività di gruppo con la produzione di veri e propri strumenti di comunicazione da parte dei WE Teller.

E per esaltare al massimo il valore del “gioco di squadra“, abbiamo coinvolto un personaggio che per la sua storia personale e professionale rappresenta un ottimo esempio di motivazione e di sfida al cambiamento.

 

Special guest, Andrea Lucchetta!

Abbiamo scelto come conduttore e motivatore Andrea Lucchetta, pallavolista per tre volte consecutive campione del mondo negli anni ’90 con la nazionale azzurra ricordata ancora oggi come la “generazione di fenomeni”. Un personaggio che non ha mai perso la sua carica e la sua verve, che oggi esprime come commentatore sportivo e come public speaker.

Per la sua grande capacità di coinvolgimento e l’abilità nell’essersi sempre saputo reinventare, Andrea era secondo noi la persona giusta per creare quello spirito di evoluzione e collaborazione che volevamo fosse la nota dominante della giornata.

 

Dalla strategia alla pratica: il giorno dell’evento

luchetta-palco-minAl Nazionale Spazio Eventi di Roma – strategicamente scelto a pochi passi dalla stazione Termini per incentivare l’affluenza dei WE Teller che provenivano da varie zone d’Italia – la giornata ha visto alternarsi interventi del top management TIM, con momenti molto partecipati di Q&A, e lo speech motivazionale di Lucchetta che ha evidenziato un suggestivo parallelo sportivo/aziendale: l’internal ambassador dev’essere come il bravo capitano di una squadra, farsi interprete dello spirito del gruppo, condividerlo con i compagni e guidarli verso gli obiettivi comuni.

E lo spirito di squadra è stato messo in pratica fin da subito, con la suddivisione in gruppi tra persone che lavorano in luoghi diversi e che non si erano mai viste prima.

Con la collaborazione di Lucchetta, abbiamo quindi coinvolto i WE Teller in attività di gruppo che avevano al centro il cambiamento e la capacità di raccontarlo.

Ad ogni gruppo abbiamo chiesto di:

  • ideare uno spot di 30 secondi per comunicare tematiche aziendali
  • dimostrare la capacità di veicolare temi complessi in un linguaggio semplice
  • modulare lo storytelling su diversi target

Abbiamo infine invitato ogni gruppo a presentare pubblicamente il proprio progetto, mettendo in luce le proprie capacità relazionali, di comunicazione e di sintesi.

La carica e l’entusiasmo dei WE Teller a fine giornata sono stati l’esempio migliore dei grandi risultati di questo evento, per tutti coloro che hanno contribuito a realizzarlo.


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Eni, un bilancio aziendale da Oscar

Nel 2018, Eni si è aggiudicata l’Oscar di Bilancio. Si è distinta nella categoria Grandi Imprese Quotate per aver dato vita a un ecosistema di reporting integrato, che permette una visione completa e trasparente dell’azienda in tutti i suoi aspetti finanziari e non finanziari.”
(sito Eni)

Tra le motivazioni del premio: l’alta qualità della disclosure – in particolare per la corporate governance e la sostenibilità – e “un’ottima capacità di comunicazione visuale”.

 

Cosa sono gli Oscar di Bilancio?

L’iniziativa, promossa da Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) con Borsa Italiana e Università Bocconi, premia da oltre 60 anni le imprese più virtuose nelle attività di reporting e nella cura dei rapporti con gli stakeholder.

Anno dopo anno, gli Oscar testimoniano la capacità delle aziende premiate di adeguarsi all’evoluzione in atto nel mondo della reportistica. Al tradizionale bilancio finanziario si affiancano infatti altri temi, primo tra tutti quello della sostenibilità.

Perciò, quando si parla genericamente di “bilancio”, ci si riferisce in realtà a un vero e proprio “ecosistema di reporting”.

 

Perché un bilancio aziendale è così importante?

In un mercato sempre più complesso e con la crescente importanza della comunicazione a tutti i livelli, le aziende devono rendere conto non più solo del loro core business, ma anche della loro attenzione all’ambiente, dei rapporti con le comunità che le ospitano, della sicurezza e salute dei loro dipendenti. Giusto per fare qualche esempio.

Così, il bilancio di un’impresa (anzi, il suo ecosistema di reporting) è il suo biglietto da visita, esprime la sua mission, i suoi valori, la sua cultura aziendale.

Vincere gli Oscar di Bilancio, per un’impresa, significa vedere riconosciuto l’impegno a comunicare ogni aspetto della propria attività.

E per chi come noi si occupa da anni di sviluppare progetti grafici, di impaginare e supervisionare pubblicazioni per grandi aziende (come appunto Eni), è uno stimolo a lavorare sempre meglio in quello che abbiamo sempre ritenuto un settore strategico della comunicazione aziendale.

Leggi anche: Pubblicazioni aziendali. Quando un bilancio fa comunicazione


Come si realizza una pubblicazione aziendale da Oscar?

Da una parte deve esserci un’azienda consapevole del fatto che, al giorno d’oggi, fare un bilancio è qualcosa di molto diverso dal semplice rendere pubblici dei numeri (per quanto questo rimanga ovviamente un aspetto fondamentale).

Dall’altra, un’agenzia in grado di fornire professionalità specializzate e dedicate, di seguire il progetto dalla fase creativa della progettazione all’impaginazione, dall’editing alla correzione di bozze, fino alla stampa.

Quando realtà così si incontrano, il bilancio non può che essere positivo.

 

Le pubblicazioni che abbiamo curato per Eni nel 2018


pubblicazioni-aziendali-anteprima

Pubblicazioni aziendali, quando un bilancio fa comunicazione

pubblicazioni-aziendali-anteprimaCi siamo.
Anche quest’anno si avvicina il periodo che molte agenzie di comunicazione conoscono bene: quello dedicato all’impaginazione delle pubblicazioni aziendali.
In particolare bilanci e report di sostenibilità.

Certo, si fa presto a dire bilancio.
Ma nel tempo questo prodotto editoriale ha avuto un’evoluzione straordinaria, passando da mero obbligo contabile a mezzo per comunicare l’immagine di un’azienda, la sua personalità, i suoi valori, il suo impegno nei confronti delle persone, dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile.

 

Pensi che una pubblicazione aziendale sia fatta solo di numeri?

In tutti questi anni (ci occupiamo di editoria aziendale dal 2006) abbiamo visto il processo da cui nasce una pubblicazione aziendale, anche la più tecnica e finanziaria, avvicinarsi sempre di più a quello di una vera e propria attività di comunicazione.

Questo comporta una cura sempre maggiore nei confronti di ogni dettaglio: il progetto grafico, l’impaginazione, la scelta dei colori, la selezione delle immagini fotografiche, l’impatto estetico ed emotivo della copertina, la correttezza e l’efficacia dei testi, la creazione di infografiche ad hoc.

In questo modo, anche schemi contabili, grafici e tabelle, che sono ovviamente il cuore della pubblicazione, non esprimono più solo numeri asettici, ma diventano parte integrante dell’identità aziendale.

 

Ma come si realizza un bilancio che comunica valore?

Un aspetto fondamentale è il coordinamento costante tra l’agenzia e l’azienda.

Questo perché un bilancio e ogni altra pubblicazione aziendale sono lavori complessi, soggetti a continue revisioni e aggiornamenti “in corsa”, sostituzioni di testi e immagini che devono avvenire in tempo reale e con la massima precisione.

Serve una squadra di professionisti dedicata, collaudata e (almeno nel nostro caso) ben affiatata.

Noi, per esempio, siamo organizzati con:

  • un reparto creativo che si occupa di realizzare il concept, il format e la gabbia di impaginazione, sotto la supervisione del direttore creativo.
  • video impaginatori con esperienza in prodotti editoriali istituzionali e finanziari.
  • correttori di bozze con esperienza specifica nell’editing e nella correzione di pubblicazioni istituzionali e finanziarie.
  • account dedicati, specializzati nelle pubblicazioni editoriali istituzionali, finanziarie e di sostenibilità. Si occupano di gestire e coordinare tutto lo staff coinvolto e tutte le attività necessarie alla piena riuscita del progetto.
  • responsabile di produzione, in grado di gestire tutta l’attività connessa alla stampa e al controllo qualità.

 

E poi… ogni agenzia ha il suo asso nella manica 😉

Il nostro si chiama K-Client, un’applicazione che abbiamo sviluppato per ottimizzare l’intero processo delle pubblicazioni editoriali.

Con K-Client è molto più semplice gestire in modo collaborativo il complesso flusso di scambi fra committente, agenzia e fornitori esterni, per tutta la durata della lavorazione, dalla ricezione dei contenuti all’impaginazione, ai diversi giri di bozze, alla creazione dei file esecutivi e all’invio in tipografia.

Qui hai un assaggio di come lavoriamo assieme ai nostri clienti tramite K-Client.

 

Sempre più aziende capiscono che è davvero importante

Dal 2006 ad oggi abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con alcune tra le più importanti realtà italiane. Qualche esempio?

Eni e numerose società del Gruppo, CONI, Enel, Lottomatica, Sogei, Terna, Raffineria di Milazzo…

Abbiamo realizzato oltre 150 pubblicazioni finanziarie e oltre 80 su temi ambientali e di sostenibilità.

Sempre più aziende comprendono l’importanza di realizzare pubblicazioni che non siano soltanto raccolte di numeri, ma strumenti efficaci per comunicare con i propri stakeholder.

Se pensi che anche la tua azienda meriti delle pubblicazioni così,
CONTATTACI QUI E PARLIAMONE INSIEME.


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Perché il marketing parla inglese
(e perché quasi sempre è meglio così)

Siccome il marketing come noi lo conosciamo lo hanno inventato gli anglosassoni, i termini inglesi usati in questo settore hanno sfumature che nella traduzione italiana si perdono, o assumono significati improbabili.

E poi ogni parola riflette un po’ l’anima del suo popolo.
Dici marketing e pensi a presentazioni su lavagne luminose in stanze con vista panoramica su Manhattan; ma se dici mercanteggiare, nel migliore dei casi vuol dire che ti trovi al mercato del pesce, e nel peggiore vuol dire che sei invischiato in traffici scarsamente leciti.

D’altra parte ci vuole pelo sullo stomaco anche per colpire i target.
Che sarebbero gli obiettivi, ma considerare le persone come obiettivi ci fa sembrare più cattivi di quello che siamo.

Se colpisci un target sei un pubblicitario, se colpisci un obiettivo sei un cecchino.
E’ vero che a volte i comunicatori possono risultare un po’ cinici, ma se possibile cercano di evitare inutili spargimenti di sangue.

Anche per questo preferiamo gli asettici e puliti brainstorming alle tempeste di cervelli, troppo splatter.

Però quando il dovere chiama sappiamo essere spietati e mirare dritti al “core”.
Al core business, ovviamente. Che non è un affare di cuore, ma il cuore degli affari.
Gli anglosassoni non sono romantici quanto noi italiani.

Invece per noi, quando c’è di mezzo il “core” è sempre e comunque una questione di sentiment.
Al limite, di market sentiment.


comunicazione-aziendale-pilastri

Comunicazione aziendale, 3 pilastri ancora belli saldi

comunicazione-aziendale-pilastriNella comunicazione aziendale ogni giorno salta fuori qualche parola nuova,  una nuova strategia, un nuovo approccio al cliente, un nuovo trucchetto per il social media marketing, un modo innovativo per fare breccia e colpire il tuo target.

Tutto interessante e tutto utile. Ma siccome ogni nuovo elemento si innesta su qualcosa che c’era già, ogni tanto è salutare fare bel respiro e tornare alle basi, rinfrescarsi un po’ la memoria sui fondamentali.

Non soltanto per una mera operazione nostalgia, anzi per un motivo molto più pratico: evitare il rischio che le innovazioni non trovino un terreno solido sul quale sostenersi e crescere.

Rafforzare le fondamenta è il modo migliore per costruire qualcosa di nuovo, e nulla di tutto quanto sta accadendo e accadrà nel mondo della comunicazione è completamente estraneo a quello che è avvenuto finora.

Perciò oggi parliamo un po’ di Brand, di Publishing e di Eventi.

 

Il Brand, chiamiamo le cose con il loro nome.

Appunto: il brand non è il nome di un prodotto o di un’azienda, non è né il suo marchio né il suo logo, e non è neanche semplicemente la marca.

O meglio, è la marca solo se la intendi come tutto ciò che questa parola si porta dietro in termini di valori, di storie, di emozioni, di percezione da parte dei consumatori.

Come dice Seth Godin, “le persone non comprano prodotti e servizi, ma relazioni, storie e magia”.

comunicazione-aziendale-amare-il-brand

Il marchio e il logo vivono nello spazio di un’insegna, di una brochure o di una carta intestata. Il brand invece vive nella mente delle persone.

E’ con il brand che il consumatore ha una relazione speciale, non con una fabbrica o una sede aziendale, e nemmeno con il prodotto in sé, ma con ciò che quel prodotto rappresenta.

Per questo gran parte della comunicazione aziendale si concentra nel veicolare i valori dell’impresa fino a consolidarli in un brand di successo.

Un brand amato e, soprattutto, un brand che ama il suo target.

Il logo, il marchio e tutta l’immagine coordinata che ne deriva, non sono altro che la sintesi visiva di tutti questi valori

Quindi, ogni attività di marketing e comunicazione deve avvenire nel massimo rispetto dell’identità di brand.

Non è una cosa scontata, soprattutto per aziende grandi e strutturate, con molte filiali, magari sparse in diversi paesi del mondo.

Assicurare l’uniformità dell’immagine coordinata tra le varie realtà di una stessa azienda diventa cruciale. Ed è uno degli impegni più importanti (anche più avvincenti) che un’agenzia di comunicazione deve saper affrontare.

 

Vuoi approfondire?

C’è un’applicazione per gestire correttamente la brand identity tra sede e filiali.

 

Carta o digitale, è sempre publishing.

Parole e immagini sono alla base di ogni forma di comunicazione. E la forma più semplice è quella che vede parole e immagini messe in ordine dentro una pagina.

Detta così può sembrare banale, ma per quanto semplice e breve possa essere, una pubblicazione ha bisogno di grandi cure e attenzioni.

Tra il documento word e il file esecutivo di stampa si inseriscono molti passaggi, dall’art direction al progetto grafico, dall’impaginazione all’editing e alla correzione di bozze, sotto l’occhio vigile dell’account che coordina, si relazione col cliente e, quando serve, con la tipografia. Insomma, non è mai una passeggiata.

publishing e impaginazione

Sappiamo cosa stai pensando: nell’era digitale ancora impazzite con le pubblicazioni?
Certo che sì, per almeno due motivi:

  • primo, perché gran parte dei contenuti sul web è costituita da documenti regolarmente impaginati, editati e corretti (non sempre, purtroppo) come ogni altra pubblicazione.
    Il fatto che siano in formato digitale non dovrebbe essere una scusa per far circolare prodotti editoriali e promozionali di scarsa qualità;
  • secondo, perché ad oggi la carta occupa ancora una parte rilevante della comunicazione aziendale, seppure in modi diversi e in rapida evoluzione.


Da un lato, la classica brochure finisce sempre meno tra le rotative della tipografia e sempre più spesso nella sezione download di un sito; dall’altro, ci sono tipologie di stampati che reggono molto bene all’urto di internet, vedi le pubblicazioni aziendali o artistiche di pregio (
qui trovi un paio di esempi) o un’infinita varietà di cartotecniche che rendono sempre più interessanti e originali i materiali di comunicazione cartacei.

Insomma, nell’era di internet le pubblicazioni hanno un ruolo di tutto riguardo nella comunicazione aziendale.

 

Vuoi approfondire?

C’è un’applicazione che ti permette di gestire l’intero flusso di lavoro per le pubblicazioni aziendali.

 

Eventi, nella comunicazione aziendale
l’esperienza paga sempre.

evento-aziendale-targetIl grande vantaggio di un evento è che concentra  molti rappresentanti del tuo target (e spesso proprio i più motivati e coinvolti nei confronti del tuo brand) tutti insieme in un unico posto.

Hai delle persone in carne e ossa alle quali far vivere un’esperienza reale.
Le persone occupano spazio e quindi un evento è di per sé una comunicazione esclusiva.

La scelta della location e quella delle persone da invitare si influenzano a vicenda. Trovare la combinazione più idonea è la base per la riuscita dell’evento.

Visto che hai a disposizione solo un numero limitato di inviti (magari alto, ma comunque non infinito), devi utilizzarli in modo intelligente, e per farlo ti serve un database dettagliato e sempre aggiornato dei tuoi target di riferimento.

Poi devi tenerti in contatto costante con i tuoi invitati fino alla data dell’evento, con un’attività di recall e remind, sia per far percepire il tuo reale interesse alla loro presenza, sia per essere sempre aggiornato su quanti e quali saranno i partecipanti.

Un evento ben riuscito ti darà un grande ritorno d’immagine, ma basta un solo passo falso (tempi morti, catering scadente, musica sbagliata, intrattenimento fiacco…) per trasformare una grande opportunità in un pericoloso flop, che verrà immancabilmente amplificato da post e tweet di ospiti delusi.

Se hai fatto tutto a regola d’arte, i partecipanti conserveranno un’immagine positiva di te e del tuo brand, e il successo dell’evento raggiungerà anche il resto del tuo target grazie ai social network e magari dai media tradizionali.

Occhio però, che il post-evento è altrettanto importante: devi mantenere il contatto con ogni partecipante, per non perdere il vantaggio di aver stretto un rapporto.

Ricorda, le relazioni così create sono uno dei valori più importanti per il tuo business.

 

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C’è un’applicazione per organizzare ogni fase di un evento in modo impeccabile.

 

Allora, buona comunicazione.
E se ti serve qualche informazione in più, siamo qui.


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Formazione aziendale e comunicazione interna,
sai perché insieme funzionano meglio?

formazione-aziendale-sintesiL’evoluzione del lavoro è così rapida che c’è una sola previsione certa: molte previsioni andranno riviste man mano che i fatti si mostreranno in tutta la loro realtà.

In ogni settore aumenta la necessità di competenze specializzate, ma anche la capacità di avere una visione d’insieme.
I rapporti tra i lavoratori e le aziende si fanno sempre più fluidi, ma allo stesso tempo sono sempre più evidenti i vantaggi di un maggiore coinvolgimento di tutti nella vita aziendale.

I cambiamenti sono così tanti e spesso anche poco decifrabili, che una costante attività di formazione aziendale a tutti i livelli è l’unica soluzione per tentare di gestirli.

In Italia, secondo le ultime statistiche disponibili (dati del 2014 elaborati da Isfol/Inapp), l’8% dei lavoratori tra i 25 e i 64 anni ha partecipato ad attività formative, contro il 10% della media UE. Si può fare di più, ma soprattutto si può fare meglio.

 

I vantaggi della formazione aziendale

vantaggi-formazionePerché molte aziende sono ancora perplesse di fronte all’opportunità di attivare percorsi formativi per i loro dipendenti?
Forse perché lo considerano un investimento di cui è difficile verificare il ritorno, sebbene esistano da tempo formule per calcolare il ROI della formazione.

In ogni caso, dovrebbe essere sufficiente come prova il fatto che le aziende di maggiore successo prendano maledettamente sul serio questo argomento.

Ed è inutile chiedersi se è nato prima il successo o la formazione. Perché non è un processo lineare ma un circolo virtuoso.

Formare il personale offre un vantaggio competitivo (e di conseguenza economico) che nel medio-lungo periodo farà la differenza tra chi è andato avanti e chi è rimasto indietro.

E non solo per quanto riguarda le competenze, ma anche aspetti fondamentali quali la motivazione, il benessere dei dipendenti, l’attaccamento all’azienda, il coinvolgimento, lo spirito di squadra.

 

Strumenti efficaci e contenuti di qualità

Ci sono tanti modi di fare formazione aziendale.
L’attività “in aula” e gli eventi dal vivo sono ancora molto utilizzati, sempre più potenziati da supporti digitali.

Ma naturalmente è in crescita l’e-learning.
In ogni caso, l’efficacia degli strumenti e la qualità dei contenuti (insieme ovviamente alle competenze dell’eventuale formatore in carne ed ossa) sono alla base di ogni intervento formativo.

Tra gli strumenti e le iniziative più utilizzati ci sono:

ebook, il più “tradizionale” fra gli strumenti digitali;
video, girati, in motion graphics o che uniscono entrambe le tecniche (scopri qui i vantaggi della motion graphics);
WBT – web based training, cioè tutte le attività didattiche fruibili online;
webinar, eventi con relatori reali che è possibile seguire online;
newsletter, da inviare periodicamente ai dipendenti;
eventi, come lezioni in aula e iniziative di team building (qui trovi una fantastica applicazione per organizzare eventi al top).


I
contenuti devono essere:

di qualità, per assicurare un reale incremento delle competenze;
funzionali, per garantire il massimo apprendimento con il minor sforzo e nel minor tempo possibile;
brillanti, per suscitare l’interesse del dipendente anche su argomenti che normalmente potrebbe ritenere “noiosi”;
chiari, per favorire l’apprendimento anche di argomenti particolarmente complessi;
coinvolgenti, per far sentire il dipendente parte attiva e indispensabile di qualcosa di più grande.

 

Coinvolgere i dipendenti:
l’importanza della comunicazione interna

formazioneImmagina.
Sei il responsabile delle risorse umane e hai convinto l’azienda a investire nella formazione.
Bello carico, ti lanci a capofitto nel progetto. Scegli gli argomenti, contatti i formatori, acquisti software e contenuti, organizzi tutto per bene…
E niente. Agli eventi partecipano quattro gatti. La piattaforma online è ricca di contenuti eccellenti, ma non se li fila nessuno.

Cos’è che è andato storto?

Succede che spesso a sottovalutare l’importanza della formazione non siano solo i vertici aziendali, ma anche i dipendenti stessi.

Quando si è immersi in una professione, magari da molto tempo, è difficile rendersi conto che intorno a te quella professione sta cambiando.
Ed è facile sviluppare una certa resistenza alle novità.

“Che volete, che mi rimetta a studiare a quarant’anni?”. Sì, e pure a cinquanta. Ma devi dirglielo nel modo giusto.

La formazione deve essere veicolata come un’opportunità, non come un’imposizione dall’alto, quando tutto è già stato deciso, altrimenti il suo obiettivo è mancato in partenza.

La decisione di organizzare attività formative deve andare di pari passo con una comunicazione interna in grado di sensibilizzare i dipendenti, coinvolgerli, magari chiedendo prima a loro quali iniziative ritengono più utili, quali competenze vorrebbero migliorare.

Devi rendere chiaro a ogni lavoratore che il percorso formativo avrà effetti positivi concreti sul suo lavoro.

Ci sono molti canali e strumenti di comunicazione, sia online che offline, che ti consentono di creare fra i tuoi dipendenti il clima, le aspettative e l’atteggiamento giusti per affrontare la formazione nel modo migliore.
Coinvolgerli e convincerli della bontà del progetto è un passaggio che davvero non ti puoi perdere.

 

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